| Elettro, una scossa al settore |
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Una tiratura dichiarata e certificata tra le 23 e le 25mila copie
secondo i numeri, una periodicità di 11 uscite, sette anni di vita e
soprattutto una veste grafica di ottimo livello, scelta allo scopo di
garantire la miglior leggibilità possibile per un lettore che non ha
una grande propensione alla lettura. "Elettro", edita da Tecniche
Nuove, la prima casa editrice italiana di riviste specializzate, con il
suo formato da giornale molto agile sembra aver trovato uno stabile
posizionamento nell'ambito dei media diretti agli installatori
elettrici.
Ma poiché in questo segmento editoriale si trova a convivere con altri giornali, ci è sembrato interessante andare ad approfondire insieme al capo-redattore Paolo Pogliani gli elementi differenzianti, i cosiddetti plus. "Abbiamo voluto sin dall'inizio offrire esempi di installazioni esistenti interessanti - ha esordito Pogliani - con interviste realizzate dai nostri corrispondenti che si fanno raccontare direttamente dall'installatore ciò che ha progettato e messo a punto, con le difficoltà e le soluzioni quotidiane che ha incontrato. Un'altra prerogativa unica, è il comitato tecnico costituito da progettisti molto qualificati, ciascuno con una specializzazione precisa, in grado di trasmettere attraverso le loro installazioni, una conoscenza e dei consigli davvero utili. In ogni numero riusciamo a pubblicare almeno 2 e anche 3 realizzazioni". Spesso trattate la domotica e la building automation. Come reagiscono i lettori? "La nostra scelta è stata sin dall'inizio di parlare di integrazione di impianti. I lettori non sembrano essere mediamente attenti alle nuove tecnologie ma abbiamo notato come in questi sette anni il settore sia arrivato ad una certa maturazione. I più sensibili al cambiamento si stanno dimostrando pronti alla domotica e d'altra parte quando un gruppo come la Gewiss parte con un programma di domotica così consistente..." Che cosa manca all'installatore elettrico italiano, quello cosiddetto "medio", per cogliere il cambiamento delle nuove tecnologie? "La nostra esperienza ci sta insegnando che chi vuole sopravvivere deve far evolvere la propria azienda dalla tradizionale installazione a quella integrata. Il mercato sembra essere maturo e lo dico anche perché di natura sono ottimista. L'evoluzione delle nuove tecnologie richiede comunque un cambio di mentalità. La rivista infatti ha sempre riservato uno spazio importante alla domotica. Un grande aiuto proviene anche da un altro settore della nostra rivista e cioè quello dedicato alla formazione". Non trova però che se ne parli spesso in forma teorica? "Abbiamo voluto evitare questo errore con una scelta ben precisa: frequentiamo i corsi promossi dalle aziende, li analizziamo e ci rivolgiamo agli installatori per avere un loro parere, per capire cioè se e quanto siano utili, interessanti. Anche in questo caso abbiamo voluto privilegiare situazioni reali ed abbiamo notato come una buona formazione attuata con iniziative giudicate utili riesce a fidelizzare gli installatori. Ed è questo il risultato che le aziende vogliono raggiungere".
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DICEMBRE 2006 


