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Il Premio H d'oro a Venezia |
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Paola Guidi
 A Venezia il tradizionale appuntamento indetto
dalla Fondazione Enzo Hruby per promuovere
le migliori realizzazioni nell’ambito della security.
Il Premio H d’oro “esce” per la prima volta da Milano dove nel 2006 è nato per approdare a Venezia, nella spettacolare cornice dell’Isola di San Giorgio Maggiore che il 13 novembre ha ospitato la quarta edizione della cerimonia per la consegna degli attestati alle aziende che hanno realizzato gli impianti giudicati vincitori. La proclamazione è stata preceduta dalla conferenza “La collaborazione per la sicurezza del patrimonio artistico in Italia” che ha registrato per la prima volta la confluenza di un’altra Fondazione, la Fondazione Giorgio Cini che ha sede nell’Isola, in un evento della Fondazione Enzo Hruby.
“È stato un cambiamento non soltanto di sede ma anche di carattere generale, con partner culturali di grandissimo rilievo – commenta Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby – e con una nuova strategia per i futuri interventi della Fondazione a tutela del patrimonio artistico del Paese. Per la prima volta infatti la conferenza, che ha preceduto la consegna degli attestati H d’oro, ha visto la partecipazione di partner istituzionali con rappresentanti delle Istituzioni come Roberto Cecchi Segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il Capitano Salvatore Distefano, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia in rappresentanza di quello che viene considerato a livello mondiale il primo gruppo di specialisti per la protezione e il recupero delle opere d’arte, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. E infine un partner di grande prestigio come la Fondazione Giorgio Cini che ha sede nell’Isola di San Giorgio e con il quale la Fondazione Enzo Hruby ha cominciato un percorso comune per rendere le strutture della Fondazione Cini fruibili con sicurezza da parte dei visitatori in gran parte studiosi, che arrivano da tutto il mondo per conoscere e studiare il patrimonio straordinario custodito dalla Fondazione Giorgio Cini.
 Non quindi un intervento spot, che si chiude una volta terminata la consegna dell’impianto di sicurezza, ma una collaborazione che proseguirà andandosi a integrare con le attività culturali del luogo e dell’istituzione o dell’ente con il quale si opera, che in questo caso è la Fondazione Giorgio Cini”.
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