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Non solo un lavoro ma anzi un impegno profondamente sentito
come professionisti della sicurezza quello che Carlo Binda, Alberto Castelnuovo
e Mauro Colombo della Ultrasonic vivono quando studiano e realizzano sistemi di
protezione per i monumenti che il FAI affida alla loro azienda. Un lavoro
spesso complicato dalle strutture murarie e dalle architetture intoccabili che
solo le tecnologie wireless possono salvaguardare. Con questo servizio
HesaNotizie comincia un viaggio nell'affascinante mondo della tutela della
nostra storia e dei nostri capolavori.
Chi non amerebbe esibire referenze di lavoro come Villa
Panza di Varese, il castello di Avio nel Trentino, quello di Masino sopra il
lago Maggiore oppure S. Fruttuoso, e ancora Villa Balbianello e il Monastero di
Torba, tutti capolavori del nostro splendido passato salvati e gestiti dal FAI,
il benemerito Fondo dell'Ambiente Italiano?
La Ultrasonic di Varese e cioè Carlo Binda, Alberto
Castelnuovo e Mauro Colombo, può farlo, può cioè raccontare come e cosa voglia
dire realizzare protezioni spesso complesse per mettere in sicurezza questi
tesori di antica storia che devono innanzitutto essere salvaguardati da ladri e
dai vandali prima ancora che dalle offese del tempo.
Sulle protezioni per edifici storici di pregio quali quelle
del FAI è difficile - ed è comprensibile - avere informazioni dettagliate dal
punto di vista tecnico-funzionale. Quello che è importante sapere è che la
storia e la tecnologia si sono incontrate e "sposate" in modo straordinario
poiché finalmente grazie ai sistemi wireless, alla loro flessibilità e alla
loro affidabilità oggi è possibile offrire una reale tutela. Questa è la
filosofia che è alla base di qualsiasi intervento si voglia fare nel campo
delle architetture di pregio e di storia.
Come avete cominciato questa grande "avventura" nel mondo
dell'arte?
"Con una consulenza che ci era stata richiesta anni fa per
il castello di Masino. Il primo approccio era stato molto sintetico. Non
abbiamo grandi risorse, in pratica ci venne detto. L'intervento per il quale
eravamo stati chiamati riguardava un sistema già installato che avremmo dovuto
implementare e sul quale ci chiesero subito un parere. Abbiamo dato il nostro
parere ma senza esprimere critiche e i rappresentanti del FAI apprezzarono
subito la nostra umiltà. Noi non lo sapevamo ma al tavolo insieme a tutti
sedeva anche chi aveva realizzato l'antifurto. Subito dopo ci è stato affidato
il compito di ampliarlo".
L'impianto - un sistema HESA senza fili - del castello di
Masino ha avviato una sorta di catena di realizzazioni del FAI che continuano
tuttora. "È ormai un rapporto consolidato che ogni volta rinnova per noi il
piacere e la soddisfazione di lavorare per opere così importanti. Non è tanto
per il valore economico quanto soprattutto per l'opportunità di contribuire a
proteggere questi monumenti lavorando insieme agli esperti del FAI".
La riservatezza è d'obbligo ma possiamo sottolineare come
una serie di realizzazioni così rilevanti sono il risultato oltre che delle
prestazioni offerte dalla tecnologia wireless anche di un'esperienza, quella di
Ultrasonic, legata alle performances richieste nel campo aeronautico.
"L'azienda ha esordito - sottolinea Binda - come fornitore di security per
l'Aermacchi. Questa esperienza è stata formativa, perché i controlli e le
verifiche nel settore aeronautico sono particolarmente severi. L'alternativa
era in caso di errore la caduta dell'aereo". Questo ha significato apprendere il
difficile "mestiere" del difetto-zero (o quasi) e poterlo trasferire nel campo
civile. Un "mestiere"che ha conferito a Ultrasonic competenze davvero speciali,
comprese quelle di un servizio inappuntabile.
Come si lavora in un mercato come l'attuale dove gli
standard di qualità sembrano essersi abbassati?
"Io credo che anche in questi momenti dobbiamo mantenere fermo il
livello elevato della qualità sia per i prodotti che per i servizi in
un gruppo come il GIT che mira a selezionare i servizi e l'assistenza
delle aziende".
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