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di Enzo Hruby
Dopo aver raggiunto in pochi anni risultati davvero
meritori, con una serie di normative che ponevano il settore italiano della
"security" all'avanguardia in Europa, non solo come certificazione delle apparecchiature,
ma anche come qualificazione delle aziende d'installazione e regole per la
manutenzione degli impianti, il mercato professionale si è un po' avvitato su
se stesso, lasciando ampi spazi alla concorrenza portata avanti da aziende
provenienti da settori contigui e affini.
Molte aziende infatti, che non dispongono ancora
dell'esperienza e della tecnologia specifica di sicurezza, hanno visto una
notevole opportunità di crescita, penetrando in questo settore e sfruttando il
vuoto lasciato dalla scarsa e mancata applicazione delle normative CEI e del
marchio IMQ Allarme.
Si è visto così come molte aziende professionali di
sicurezza, che pure avevano promosso attivamente la realizzazione delle
normative, una volta rese disponibili, invece di promuoverle presso l'utenza in
modo da farle diventare l'elemento discriminante fra la vera professionalità e
il resto del mercato, hanno trascurato ogni azione di informazione e di spinta,
limitandosi semplicemente (e non sempre) a scegliere le apparecchiature ed i prodotti
provvisti del marchio IMQ Allarme. Lo stesso approccio è stato adottato anche
da molte aziende provenienti dai settori affini, creando quindi una confusione
sul mercato che non è certo andata a favore delle aziende professionali di
sicurezza.
È mancata così quell'azione specifica che avrebbe dovuto e
potuto far decollare il settore della sicurezza professionale portando l'utenza
a richiedere e a pretendere che l'impianto antifurto, antiaggressione o di
videosorveglianza venisse commissionato solo ad aziende qualificate
riconosciute da un Istituto indipendente come IMQ Allarme, con tutti i vantaggi
ed i benefici che questo avrebbe comportato in termini di qualità, completezza
delle prestazioni, valore dell'assistenza tecnica e dell'impianto nel tempo.
Quando il mercato non viene informato in modo completo delle
garanzie e dei vantaggi che un sistema di sicurezza realizzato da un'azienda
professionale può garantire sulla base del valore fornito per il relativo
corrispettivo, è ovvio che prevale la logica del minor prezzo e vince chi
riesce a presentare l'offerta più allettante, non certamente chi offre il
prodotto migliore e la soluzione più valida e professionale.
Ma c'è anche un altro aspetto che influisce negativamente in
questa mancanza di azione e di spinta, ed è quello della mancata affermazione
del settore "security" come un soggetto professionale separato e ben distinto
rispetto a quello dell'impiantistica elettrica generale.
Occorre a questo punto decidere verso quale direzione
orientare le proprie scelte e strategie: vogliamo promuovere il settore
"security" come espressione di una professionalità che segue un percorso dove
la qualità, la preparazione tecnologica, le soluzioni offerte e l'assistenza
fornita sono una garanzia per l'utente per l'investimento effettuato, o
lasciare che avvenga un naturale degrado del settore, frutto di una concorrenza
allargata a qualsiasi operatore improvvisato o preparato, non importa chi sia?
Dove alla fine vince e prevale la logica del minor prezzo offerto, della
sicurezza fornita come un bene di consumo e alla fine della convinzione
dell'utenza che il settore "security" non si differenzia da quello radio-TV,
dalla climatizzazione o, peggio ancora, che non esistono aziende serie e
professionali e che la sicurezza è solo un mezzo per fare fatturato, lasciando
il cliente con protezioni inadeguate e insufficienti?
Molte aziende ritengono che si dovrebbe istituire un
"patentino" o un Albo nazionale o regionale per assicurare la professionalità
degli operatori di sicurezza. Ma questo strumento esiste già ed è quello
dell'IMQ Allarme e purtroppo ha dimostrato di non funzionare come auspicato.
Esistono anche le associazioni i cui compiti istituzionali sono proprio la
promozione del settore, ma finora non sono riuscite a realizzare una vera
azione a favore della professionalità.
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