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di Carlo Hruby
Quello della sicurezza è decisamente un mondo strano. Chi ci
lavora, magari da tanto tempo, quasi sempre si lamenta: troppa concorrenza,
scarsa professionalità (degli altri), margini sempre più ridotti, troppa
confusione dei ruoli e continuo imbarbarimento dei rapporti.
Chi, invece, opera in altri settori affini a quello della
sicurezza o anche, troppo spesso, in settori completamente diversi, vede il
nostro settore come una specie di Eldorado: un paradiso ricco di opportunità,
facili guadagni e allettanti prospettive che non aspettano altro che di essere
colte. Il ragionamento alla base di questa convinzione è semplice: la
criminalità è in aumento, favorita anche da un'immigrazione clandestina ormai
fuori controllo, e quindi quale settore può oggi "tirare" di più? In effetti,
quante volte noi, operatori della sicurezza, ci siamo sentiti dire "Beati voi,
il vostro settore non conosce mai crisi?"
E così, assistiamo periodicamente all'ingresso nel nostro
settore di nuovi operatori. Provenienti dai settori più disparati, a volte
senza alcuna preparazione, spesso con scarsa consapevolezza di quello che li
aspetta, sempre con molto spirito garibaldino ed alta propensione al rischio.
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