| Gli italiani: ma li temono davvero i ladri? |
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Un mercato molto arretrato culturalmente, degli operatori che non informano i consumatori sulla sicurezza, pochi dati statistici affidabili e tanta confusione. Un grande esperto in piscologia di massa e rilevazioni di mercato, il professor Enrico Finzi, ci spiega come mai gli italiani siano in Europa i più preoccupati per la criminalità ma anche i meno attenti a tutelare se stessi, la casa e la famiglia.
Nel corso
degli anni le associazioni di categoria - Anie e Anciss - hanno reso noti i
risultati di alcune ricerche di mercato sulla diffusione nelle case italiane
dei sistemi e dei servizi di protezione contro i ladri. L'Istat e altri centri
di studi statistici hanno periodicamente rilevato le spese (sempre molto basse)
delle famiglie per quanto riguarda gli antifurti. In definitiva sia ha a
disposizione una "massa" non indifferente di dati ma tutti poco utilizzabili
perché non omogenei. E di conseguenza non in grado di creare un trend di
indicazioni costanti nel tempo e soprattutto affidabili. Due gli elementi in
comune: la grande preoccupazione per la inviolabilità della casa e della
famiglia e al tempo stesso l'inadeguatezza degli "strumenti" messi in atto per
la necessaria protezione. Al di là di una porta blindata - spesso insufficiente
- l'italiano medio è infatti convinto che furti e aggressioni capitino
soprattutto agli altri: ai vicini, ai parenti, agli amici...
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GIUGNO 2007 


