| ”Minore” a chi? |
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di Carlo Hruby
L'attività della Fondazione è ormai avviata su diversi progetti e iniziative, che si moltiplicano e spaziano in numerose attività e realizzazioni in diversi ambiti.
Comincia però a delinearsi un filone ben determinato, dove crediamo che la nostra azione possa essere particolarmente incisiva ed efficace, anche se comporta obiettivi ambiziosi, che in qualche modo esulano dalla sicurezza in senso stretto. Negli ultimi progetti realizzati ed in via di realizzazione, infatti, accanto ad alcune realizzazioni decisamente rinomate ed importanti per la stessa visibilità della Fondazione (La Biblioteca di San Francesco ad Assisi, la Fondazione Giorgio Cini a Venezia), stiamo scoprendo l'importanza del patrimonio artistico e storico cosiddetto "minore". In realtà questo patrimonio, costituito da una quantità enorme di chiese, abbazie, edifici storici, tanto "minore" non è. Certo, non può competere, per importanza e per rinomanza, con edifici e istituzioni conosciute in tutto il mondo, ma sicuramente comprende opere di grande pregio, che sicuramente meriterebbero di essere rivalutate e di essere valorizzate. Sono infatti la testimonianza delle mille realtà locali che compongono il nostro Paese, dove è ancora molto forte il legame con la propria regione, con la propria città, con il proprio borgo. Probabile retaggio di un passato storico che ha visto l'Italia frammentata in diversi Stati, il forte legame alla propria terra sopravvive nella nostra cultura più di quello che si riscontra nelle altre Nazioni. Abbiamo effettuato un piccolo sondaggio privato, ed abbiamo scoperto, tanto per fare qualche esempio legato ai più recenti interventi della Fondazione, che quasi nessuno, esclusi gli abitanti del Polesine, conosce il Santuario di Nostra Signora del Pilastrello a Lendinara, e che pochissimi, anche tra i milanesi, sono stati all'Abbazia di Morimondo o in un'altra delle splendide Abbazie che circondano la grande città. Anzi, molti non ne conoscevano neppure l'esistenza. Il nostro piccolo sondaggio, ci ha detto anche qualcosa di più. Molti milanesi sono stati a Ibiza, a Mauritius, per non parlare delle Maldive, di Santo Domingo e di Sharm El Sheik. Qualcuno addirittura si è spinto fino all'Isola di Pasqua o a vedere i gorilla in Uganda. Eppure, non sono mai stati a visitare gli splendidi tesori che si trovano a pochi passi da casa. E che probabilmente in qualsiasi altro Paese sarebbero curati, protetti e valorizzati molto più di quello che facciamo noi. Ecco, questo è l'obiettivo ambizioso che ci proponiamo. La Fondazione si occupa di sicurezza, intesa come prevenzione degli episodi criminosi che possono danneggiare o impoverire il nostro patrimonio storico, artistico, culturale. Ma questo non basta. La vera sfida è che l'attività della Fondazione, proprio perché rivolta in gran parte al patrimonio "minore" e poco conosciuto, riesca ad attirare l'attenzione di altri soggetti ed a coinvolgerli, ciascuno per le proprie competenze, nel recupero e nella valorizzazione di questi tesori quasi sconosciuti che pure abbiamo così vicini. Pensiamo all'azione delle Amministrazioni Pubbliche, degli Enti locali, degli Uffici del Turismo, pensiamo all'attività di promozione che potrebbero svolgere, magari proprio insieme alla Fondazione. La protezione di un edificio storico o di un'opera d'arte potrebbe essere il primo passo verso una sua riscoperta e valorizzazione a beneficio di tutta la comunità locale. Ed allora, magari, cominceremo a considerare questo patrimonio un po' meno "minore". |



