Sorvegliati e agevolati PDF Stampa E-mail

di Franco Barro

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Quasi la metà dei sistemi di videosorveglianza installati in Italia (45%) si trova in luoghi pubblici, il 40% sono collocati in negozi e aziende e il 15% tiene d'occhio le abitazioni private (fonte "Il Sole 24 ore"). Per l'acquisto delle videocamere sono previsti incentivi statali - già menzionati nel dettaglio nei nostri precedenti articoli pubblicati in questa rivista - e regionali quali:
- a livello nazionale, è previsto un credito d'imposta dell'80% del costo sostenuto fino a un importo massimo di 3mila euro (Finanziaria 2008 - Legge 244 del 2007) per l'installazione di apparecchi di videosorveglianza. Possono beneficiarne le piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all'ingrosso, compresi anche i bar e i ristoranti.
- Una detrazione di imposta del 36% (Finanziaria 2001 - Legge 388 del 2000) sulle spese per "prevenire il rischio di illeciti da parte di terzi". Secondo una Circolare dell'Agenzia delle Entrate del 6 febbraio 2001 l'agevolazione vale anche per l'installazione di fotocamere e cineprese collegate con istituti di vigilanza privati.
- Un'agevolazione da parte delle Regioni, con finanziamenti a fondo perduto o prestiti agevolati.
Relativamente a quest'ultima, sono otto le Regioni che per il 2009 hanno stanziato incentivi per la sicurezza anche relativamente all'attivazione di telecamere.
Di queste regioni, due, Sicilia e Liguria hanno un bando speciale per finanziare l'acquisto e l'installazione di attrezzature di videosorveglianza.
La strada più praticata è quella delle sovvenzioni a fondo perduto con una copertura che va dal 20% dell'Umbria al 60% della Liguria.
Nella prima, anche quest'anno è stato stanziato un contributo in conto capitale - 20% - restringendo le sovvenzioni agli impianti di sicurezza nei centri commerciali.
Diversamente, la Liguria ha stanziato un contributo a fondo perduto pari al 60% della spesa per un massimo di 6mila euro e ha ampliato la platea dei beneficiari, tra i quali troviamo non solo bar, ristoranti e tabaccherie, ma anche farmacie, benzinai e ambulanti dei mercati coperti che, entro il 2 maggio 2009, possono chiedere il contributo.
In Valle d'Aosta il "pacchetto sicurezza" è passato dai 17mila euro del 2007 ai 27mila euro del 2008. Nelle Marche l'ammontare è rimasto stabile ma il tetto massimo - 6mila euro - di spesa è raddoppiato rispetto al 2004.
Nel Lazio dove il pacchetto di aiuti a fondo perduto è pari al 50% delle spese per massimo di 5mila euro, nonostante l'esaurimento dei fondi disponibili i tempi sono stati prorogati per consentire al maggior numero di commercianti di accedere al contributo.
Mentre il Piemonte e la Toscana hanno invece optato per finanziamenti a tassi agevolati. Nel Piemonte esiste un fondo rotativo per il rinnovo delle infrastrutture con prestiti al 40% a tasso zero e al 60% con tasso Euribor +1,25 per un importo massimo di 200mila euro. Mentre la Regione Toscana - il bando è scaduto il 31 gennaio - prevedeva, nell'ambito di un pacchetto di sostegno al commercio e al turismo, un finanziamento a tasso zero al 75% della spesa per un massimo di 100mila euro. Tale bando verrà riattivato tra il 1° maggio e il 30 agosto 2009.
Oltre alle Regioni anche alcuni comuni finanziano la sicurezza, a Brescia fino al 27 febbraio 2009 si potevano avere contributi a fondo perduto fino al 50% del costo degli impianti di videosorveglianza, con tetto di 6mila euro. Potevano presentare la domanda non solo i commercianti e gli artigiani, ma anche amministrazioni condominiali e sedi di associazioni. Ad Arezzo il bando scaduto a dicembre è stato prorogato fino all'11 febbraio 2009.
Anche Milano dovrebbe decidere nuovi incentivi, dopo quelli del 2007 per impianti di sicurezza nei negozi e del 2008 per sistemi antirapina sui taxi.
Nell'ambito di tali agevolazioni è quindi necessario valutare, per un corretto trattamento, l'aspetto fiscale dei contributi di cui si è beneficiato, siano essi in conto capitale, in conto esercizio o in conto impianti e segnatamente:
- Contributi in conto capitale: rilevano nel momento in cui entrano nella disponibilità materiale e giuridica del percettore, ovvero al momento dell'incasso. Costituiscono una sopravvenienza e possono concorrere alla formazione del reddito o interamente nell'esercizio in cui sono incassati o, in quote costanti, in questo e nei successivi esercizi, ma non oltre il quarto.
- Contributi in conto esercizio: possono essere erogati da qualunque soggetto, anche diverso dallo Stato o da altri enti pubblici. Sono da considerarsi dei ricavi e concorrono a formare il reddito per competenza, indipendentemente dall'effettiva percezione del contributo. In particolare rileva il momento in cui esiste la certezza giuridica di aver diritto al contributo, cioè quando l'ente erogatore ha emesso la delibera di approvazione all'emissione del mandato di pagamento.
- Contributo in conto impianti: i contributi la cui concessione é specificamente condizionata dalla legge all'acquisto di beni ammortizzabili, non costituiscono né sopravvenienze attive né ricavi e concorrono alla formazione del reddito, come contributi in conto impianti, in base al principio di competenza. Nel caso in cui il costo di acquisto del bene, cui inerisce il contributo, è contabilizzato al netto dello stesso, il contributo concorre alla formazione del reddito sotto forma di minori quote di ammortamento deducibili nei periodi d'imposta di durata del processo di ammortamento. Nel caso in cui il costo di acquisto del bene, cui inerisce il contributo, è contabilizzato al lordo dello stesso, il contributo - risultante tra i componenti positivi del conto economico - concorre alla formazione del reddito d'impresa sotto forma di risconto passivo proporzionalmente corrispondenti alle quote di ammortamento dedotte in ciascun esercizio.
È importante precisare da ultimo che l'espansione della videosorveglianza pone anche dei problemi relativamente alla tutela della Privacy con particolare riguardo agli obblighi di informare i cittadini della presenza di telecamere nei luoghi pubblici.
Infatti, il Garante per la Privacy sta tenendo sotto controllo il fenomeno, anche in vista di un possibile aggiornamento delle linee guida che risalgono al 2004.

 
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