| Dalla Sacra Sindone al patrimonio minore |
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Carlo Hruby
L’incontro con Sua Santità Benedetto XVI e l’impegno che ci siamo assunti per la protezione dell’Ostensione della Sacra Sindone ci presentano un tema importante e delicato. La protezione dei beni culturali ecclesiastici, infatti, coinvolge l’Italia in modo particolare per la vastità di questo patrimonio che costituisce oltre il 70% del totale di monumenti ed opere d’arte.
In effetti, se tutti conoscono la Sacra Sindone e ne capiscono il valore, ben pochi hanno invece la consapevolezza dello straordinario tesoro che i beni ecclesiastici rappresentano nel nostro Paese. A dire il vero, nessuno sa con precisione quante siano le chiese, i monasteri, le cappelle, e soprattutto i quadri, le sculture, gli arredi sacri. E qui sorge il primo problema: come facciamo a proteggere quello che non sappiamo di possedere? Per fortuna stanno procedendo i censimenti su tutto il territorio nazionale, ma sarà difficile, avere dei dati completi ed uniformi sulla reale consistenza del patrimonio culturale ecclesiastico. Poi vi è il problema, ormai cronico, della mancanza di fondi. Su questo si potrebbe e dovrebbe fare di più, sia da parte dello Stato, sia da parte dei privati. E’ significativo che in Italia sia destinato al mantenimento del patrimonio artistico solo lo 0,2% del bilancio statale, contro il 3%, per fare un esempio, della Francia, che ha un patrimonio molto inferiore al nostro. D’altra parte, il coinvolgimento dei privati dovrebbe essere favorito ed incentivato, magari con provvedimenti fiscali e permettendo di sfruttare a fondo il ritorno d’immagine di certi investimenti. Ma il vero nocciolo della questione è la mancanza di una sensibilità diffusa, a tutti i livelli, dell’importanza di questo patrimonio. Abbiamo una quantità, una varietà, un valore di beni culturali che tutto il mondo ci invidia, eppure siamo noi i primi a trascurarlo, a non capirne l’importanza, spesso a non conoscerlo neanche. In occasione dell’intervento della nostra Fondazione per la protezione del complesso dell’Abbazia di Morimondo abbiamo avuto la spiacevole sorpresa di scoprire che gran parte degli stessi milanesi non conoscono e non hanno mai visitato una della più belle, affascinanti ed importanti testimonianze dei cistercensi in Italia. E più recentemente, avendo trascorso qualche giorno di vacanza a Cortona, ci siamo sentiti chiedere dove si trova questa località. Eppure a Cortona ci sono ben 6 siti museali, con straordinarie opere di autentici maestri del Rinascimento (Lorenzetti, Signorelli, Beato Angelico), oltre ad uno dei più importanti ed estesi musei archeologici d’Italia, ricco di manufatti etruschi, che abbiamo visitato in completa solitudine nonostante la giornata festiva. La nostra Fondazione, facendosi carico della protezione di alcuni dei tesori del nostro Paese, vorrebbe dare un contributo alla conoscenza e alla valorizzazione di questi beni, per evitare che, nel disinteresse generale, finiscano nelle mani di collezionisti senza scrupoli quando non addirittura nei mercatini antiquari. O che siano alienati, spesso in perfetta buona fede e solo per procurarsi le risorse per mantenere una chiesa o una parrocchia, dalle stesse persone che dovrebbero custodirli. Il Convegno “Protezione e tutela dei beni ecclesiastici: dalla Sacra Sindone al patrimonio minore” che abbiamo organizzato a Torino il 12 aprile si inserisce proprio in questa azione di diffusione della conoscenza e della sensibilità di un patrimonio che è di tutti noi, e quindi di ciascuno di noi. A proposito, Cortona si trova in Toscana, a pochi chilometri da Arezzo. |
MARZO 2010 


