Il Pinturicchio ritrovato PDF Stampa E-mail

Un quadro scomparso da 500 anni ritorna alla luce grazie ad una serie di misteriose coincidenze e viene esposto a Perugia per poi girare l'Italia, protetto da HESA e Umbra Control. L'opera rivela l'amore proibito tra il papa Alessandro Borgia e la romana Giulia Farnese.
 
Chi ama l'arte e la storia non dovrebbe perdere una straordinaria occasione - della quale parliamo in queste pagine - per apprezzare opere splendide e al tempo stesso per cogliere spunti molto "divertenti", quasi da gossip, riferiti ad una delle famiglie nobili italiane più celebri, i Borgia. Una famiglia, dai cui illustri "lombi" discendono papi un po' libertini, la celebratissima Lucrezia e un paio di avventurieri e spadaccini assai crudeli, che hanno dato alla storia di Roma momenti di assoluta e dissoluta grandezza, insigni palazzi ricchi di capolavori e qualche secolo di storie movimentate. Tutto ciò per raccontarvi ancora una volta un'iniziativa a tutela di capolavori italiani. Questa volta si tratta del misterioso e intenso quadro del Pinturicchio al centro della mostra Artevita che si è tenuta a Perugia, alla Galleria Nazionale dell'Umbria - Palazzo dei Priori e che farà anche alcune tappe in altre città. E i cui proventi andranno a beneficio delle opere di ricerca delle malattie rare dei bambini. Patrocinata dalla Fondazione Guglielmo Giordano in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività Culturali, la fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, l'Assindustria di Perugia, la Regione Umbria, il Comune di Perugia, la mostra del Pinturicchio ha visto tra gli sponsor la HESA e Umbria Control del GIT, che hanno fornito impianti e installazione per la messa in sicurezza dell'opera inedita e delle sei opere di arte moderna italiana, esposte nella stessa area. Il quadro del Bambin Gesù del grande artista emerge - come sottolineano i curatori - dopo oltre 500 anni di silenzio in anteprima mondiale, e svela un autentico mistero: chi era la donna ai piedi della quale papa Alessandro Borgia si prostra? In un primo momento le cronache e i commentatori cedendo alle pressioni della censura scrissero che si trattava della Madonna, cosa assolutamente non vera. In realtà, come è emerso da scritti e commenti sia dell'epoca che successivi, si trattava di una delle amanti del Borgia, la bellissima Giulia Farnese. E il racconto filmato della mostra e della vicenda plurisecolare che fa da sfondo temporale al quadro è interpretato da un altro grande artista, Arnoldo Foà, attore di magistrale forza interpretativa. Il quadro: un Bambin Gesù di deliziosa grazia rinascimentale benedice la scena e nel mentre che compie un gesto diretto - bontà sua - ai due illustri peccatori, viene trattenuto da tre mani appartenenti a personaggi che restano misteriosi. Da questo particolare il dipinto ha tratto il nome de "Il Bambin Gesù delle mani".

I 7 figli del papa Borgia
Dietro al mistero di questo quadro c'è, come abbiamo detto una storia importante: quella di una famiglia, i Borgia, che raggiunse a cavallo tra il ‘400 e il ‘500 il massimo fulgore. Per comprendere bene lo spirito dell'epoca occorre immedesimarsi nelle trame che agitavano il soglio pontificio e la vita della nobiltà nera papalina, trame che grazie alle ambizioni sfrenate e all'orgoglio di casate illustri riempirono le cronache dell'epoca di vicende appassionanti e crudeli ma anche estremamente affascinanti. L'arte, l'architettura, la scultura, la pittura che fecero grande Roma in quei secoli trassero proprio da queste ambizionse trame gran parte delle risorse. Da Roma non passò solo Michelangelo ma quasi tutti i grandi artisti del Rinascimento e anche Pinturicchio divenne uno di questi. E proprio per questa particolare atmosfera ricca d'arte e di intense passioni nessuno si scandalizzò quando venne eletto al massimo soglio, quello pontificio, un cardinale - Rodrigo Borgia - con il nome di Alessandro VI, che aveva collezionato 7 figli - tra i quali Lucrezia e il feroce Valentino - anzi "almeno" 7 figli, da donne diverse, e un numero mai definito di amanti tra le quali la bellissima bionda figlia Lucrezia condivisa, pare, con il figlio Valentino. Una bella famiglia dell'epoca insomma. Eppure non vi fu grande scandalo o perlomeno non così tanto da impedirne la nomina da cardinale a Papa. Dopo di che continuò la sua vita libertina. I ritratti che il Pinturicchio diede di questo Borgia e di Giulia Farnese mostrano con evidenza quanto era bella e giovane lei e quanto al contrario era vecchio e francamente sgradevole lui. Giulia, in realtà, era diventata la sua amante quando ancora non aveva 15 anni, offerta - si fa per dire - dall'indegna madre al sessantenne Rodrigo. La famiglia dei Farnese si aspettava infatti grandi favori dal cardinale del quale già si diceva che sarebbe diventato - tra operazioni di pubbliche relazioni "sui generis" e forti pressioni sui cardinali in conclave - il futuro Papa. Non solo: Giulia Farnese - che le cronache dell'epoca descrivevano come una creatura bellissima, la più bella delle corti di allora - era sposata a Orsino Orsini ma anche la suocera, la madre di Orsino, era d'accordo con la madre di Giulia, per usare lo splendore della giovanissima sposa allo scopo di favorire l'avanzamento sociale delle due famiglie e dello stesso Orsino. In più c'era da sistemare il fratello Alessandro che Giulia adorava, e che infatti divenne cardinale grazie al Papa. Nonostante il papa Borgia sia iscritto nei libri della storia di Roma e della Chiesa come uno dei più corrotti papi della storia, Pinturicchio volle dipingerlo come uomo pio, inginocchiato con grande umiltà e concentrazione religiosa davanti a quella che non era affatto la Madonna ma la amatissima Giulia. Inginocchiato perché? Perché proprio nel periodo in cui venne ritratto dal Pinturicchio implorava l'amante di non lasciarlo e le inviava missive colme di gelosia furente perché lei ormai cercava di sottrarsi ad una passione senile ingombrante e fastidiosa.
 
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