67 telecamere tra le stelle del cinema PDF Stampa E-mail

Un grande impianto di videosorveglianza installato in 12 giorni da Electronic Service con apparecchiature HESA inviate in tempi da primato per proteggere le star del festival veneziano. E per sventare, come è avvenuto, i tentativi di furto dei soliti ignoti.

L'incarico era decisamente impegnativo, molto impegnativo. Istallare in poco più di 10-12 giorni un grande impianto di videosorveglianza per tutta l'area aperta del Palazzo del Cinema di Venezia in occasione della Biennale che si è svolta all'inizio di settembre. A ricevere questo incarico è stata la Electronic Service di Venezia e a seguire da vicino punto per punto lo svolgimento dei lavori è stato uno dei soci fondatori Fabio Caffi assieme a Marco Miani e Ugo Pillepich anch'essi soci. La storia di questa "avventura" tra le star del cinema che hanno raggiunto Venezia nel corso del Festival coinvolge in primo piano la HESA non soltanto per la fornitura delle telecamere e dei relativi sistemi di videotrasmissione e telesorveglianza (67 telecamere e 5 videoregistratori Galileo, un lavoro per un valore di 50-60mila euro) ma anche per la particolare formula con la quale è stata realizzata. E per la rapidità nel rispondere alla richiesta di Electronic Service che ha consentito alla società veneziana di portare a termine l'incarico in tempi molto ridotti. Il 16 agosto Electronic Service ha cominciato l'installazione dell'impianto e il 28 sera lo ha consegnato agli organizzatori. E subito dopo la chiusura del festival, il 10 settembre, i tecnici di Caffi hanno smontato tutto. Telecamere e videoregistratori infatti erano stati consegnati alla Electronic Service in regime di comodato in considerazione della straordinaria occasione offerta. E dovevano essere smontati al termine della Biennale perché lo spazio che ogni volta ospita la grande kermesse della celluloide viene dato in concessione dal comune all'ente organizzatore solo per la durata dell'evento.


Primo piano in tv per le telecamere
Non è cosa di tutti i giorni riuscire a realizzare un impianto per un evento di questo rilievo. Ed è per approfondirne le diverse fasi che abbiamo chiesto a Caffi di raccontarci e di raccontarci soprattutto come fosse riuscito ad aggiudicarsi una fornitura così...illustre. Tanto "illustre" da essere andata sugli schermi di tutto il mondo poiché due delle telecamere installate erano in primissimo piano sulla struttura predisposta all'entrata del palazzo, riprese di continuo da videocamere e macchine fotografiche di tv e giornali.


 
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